75 anni fa l'assassinio di Bruno Buozzi: una vita a servizio del lavoro!

Solo due giorni fa tutta l'Italia intera celebrava la Festa della Repubblica, festa di un ordinamento basato su valori di democrazia ed uguaglianza e fondata, come dice il primo articolo della nostra splendida Costituzione, sul lavoro. Tuttavia a nostro modo di vedere, se si può festeggiare il 2 giugno, se si può parlare di Repubblica democratica fondata sul lavoro, è anche e soprattutto grazie a figure che hanno messo la propria esistenza a servizio del lavoro e della libertà, e che hanno dato la vita per questi valori, sacrificandosi per le future generazioni.

Ecco perché oggi, 4 giugno, vogliamo parlare di una di queste figure, nel giorno del 75° anniversario del suo martirio. Ci riferiamo a Bruno Buozzi, grande sindacalista e figura sociale di riferimento nella prima parte del secolo scorso, che perse la vita a Roma il 4 giugno del 1944 per mano nazista, in occasione di quello che poi passerà alla storia come "Eccidio de La Storta". Bruno Buozzi, è stato infatti una delle figure di spicco del movimento sindacale italiano sin dalla genesi dello stesso, la cui esistenza è stata caratterizzata da scelte molto coraggiose che si sono sempre rivelate lungimiranti e corrette. Possiamo dire, senza mezzi termini, che nonostante il contesto sociale dell'epoca, Buozzi è stato un esempio di sindacalista e politico sempre dalla parte dei lavoratori e delle classi più deboli, professando con il proprio operato la voglia di un Italia basata su libertà, giustizia sociale e democrazia.

E' per questo motivo che Bruno Buozzi, a tre quarti di secolo dal suo martirio, rimane una figura di spicco per tutta la UIL, costruita e sviluppata dal 1950 ad oggi con tali valori fondativi e con lo spirito riformista che questo grande personaggio ha sempre mostrato di avere, ma non solo. Ricordare Bruno Buozzi nel 2019, con le condizioni politiche e sociali in cui l'Italia e l'Europa versano al momento attuale, significa voler farsi portatori di un messaggio che metta in pratica lo stesso impegno e la stessa azione. Ed è questo che noi vogliamo, soprattutto per difendere la Repubblica e la libertà conquistate con grande sacrificio nemmeno 100 anni orsono, ed anche per far sì che il mondo del lavoro nel nostro paese riesca a cambiare in meglio, sempre di più. Questo è l'impegno che vogliamo prenderci ogni anno nel ricordare questo gigante del nostro passato. Già, perché se oggi l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, è merito di persone come Bruno Buozzi.

4 giugno 2019