Cara Castelnuovo di Porto, il futuro dei lavoratori non si tocca!

In questi giorni si è parlato molto del “caso” relativo al Cara di Castelnuovo di Porto, una vicenda divenuta di pubblico dominio vista la delicatezza dei temi toccati, a partire da quelli umanitari. Come sindacato, da sempre abbiamo espresso una posizione ben nota in merito, non risparmiandoci ed intervenendo con iniziative pubbliche piuttosto nette ed incisive.

La cosa che colpisce, tuttavia, tornando al Cara di Castelnuovo di Porto, è che dell’altra faccia della medaglia si sia parlato molto poco. Il riferimento, purtroppo, è diretto ai lavoratori che operano nella struttura, i quali in virtù del trasferimento in altri centri, dovranno fare i conti con serie ripercussioni occupazionali nonostante la professionalità mostrata nel tempo. Si parla di circa 120 operatori addetti alle pulizie, addetti alla distribuzione, magazzinieri, autisti, assistenti sociali, psicologi, infermieri, dottori, mediatori linguistici, insegnanti di lingue, informatori normativi e amministrativi che dalla fine del mese in corso rischiano di perdere il posto di lavoro.

Insomma un dramma occupazionale di enorme gravità, parimenti a quello sociale ed umanitario. Ecco perchè vorremmo che anche questo problema venisse denunciato di più a livello mediatico. Per alzare l’attenzione in merito, ieri mattina ci siamo recati a Castelnuovo di Porto, protestando per far capire che non arretreremo di un centimetro fino a che non arriveranno risposte concrete dalla politica. Dopo il sit in sotto la sede del Cara, comunque, la nostra giornata non è affatto finita. Nel pomeriggio, infatti, abbiamo dato vita ad una manifestazione nei pressi del MISE per chiedere a gran voce certezze e tutela occupazionale. Durante questo presidio siamo stati ricevuti all’interno del Ministero insieme anche al Sindaco di Castelnuovo di Porto, e dal nostro interlocutore abbiamo ottenuto la garanzia della costituzione di un tavolo in tempi brevissimi per cercare di risolvere la situazione e salvaguardare i posti di lavoro. Si tratta di un passo in avanti che, comunque, non ci soddisfa pienamente, vista anche la vicinanza del termine ultimo previsto per il 31 gennaio. Noi, in ogni caso, ci saremo per i lavoratori e per tutte le persone coinvolte in questa vicenda. Se le cose non cambieranno e non si arriverà ad una soluzione accettabile, infatti, noi non ci fermeremo affatto. Il futuro dei lavoratori non si tocca!

Roma, 25 gennaio 2019