Cara Castelnuovo di Porto, servono garanzie per un futuro dignitoso dei lavoratori

“Prosegue senza sosta il nostro impegno per garantire un futuro dignitoso ai lavoratori impiegati presso il Cara di Castelnuovo di Porto. Parliamo di circa 120 lavoratori i quali, in seguito all’entrata in vigore del Decreto Sicurezza, potrebbero rimanere senza impiego in virtù della chiusura del centro di accoglienza. Rispetto a questo, abbiamo espresso una posizione ben precisa, rimarcando in diverse occasioni la necessità di salvaguardare i livelli occupazionali anche attraverso una modifica adeguata dei dettami previsti dal Decreto Sicurezza.”

Così in una nota unitaria Antonio Amantini, Giovanna Catizone e Massimo Mattei, rispettivamente segretari regionali della FP CGIL Roma e Lazio, della Fisascat CISL del Lazio e della UIL FPL Roma e Lazio.

“Con questo intento - proseguono i Sindacalisti - nella giornata di ieri abbiamo portato la causa di queste 120 persone sul tavolo organizzato su nostra richiesta presso il Ministero del Lavoro, alla presenza dei rappresentanti delle Cooperative coinvolte e del Sindaco di Castelnuovo di Porto, arrivando alla firma di un verbale d’incontro che di fatto inaugura una nuova fase per questi lavoratori. I rappresentanti del Ministero, infatti, hanno garantito l’apertura presso l’INPS di tutte le procedure necessarie per l’accesso al Fondo Integrativo Salariale, con l’impegno di valutare un intervento normativo in grado di estendere la Cassa Integrazione in Deroga anche al settore dei servizi, per poter agevolare ulteriormente la situazione.”

“È ovvio - spiega la nota - che si tratta di misure temporanee che non possono soddisfarci pienamente. Rimane nell’incertezza, infatti, il futuro di questi lavoratori, che rischiano di pagare sulla propria pelle le storture di un provvedimento che deve essere modificato immediatamente.”

“In tal senso - concludono i segretari - le nostre richieste ai rappresentanti del Ministero del Lavoro sono state nette e chiare: gli ammortizzatori sociali non sono una soluzione definitiva, vogliamo che venga data continuità occupazionale ai dipendenti delle cooperative, i quali devono essere ricollocati in altri ambiti lavorativi. Per fare questo e per evitare che casi come quello di Castelnuovo di Porto si ripetano, è necessario mettere mano al Decreto Sicurezza, che deve essere revisionato con lo scopo di mettere la parola fine a nuovi drammi umanitari e occupazionali di questo tipo nel nostro paese.”

 

Roma, 31 gennaio 2019