CCNL Sanità ed Enti Locali, lavoratori in piazza: il Governo passi dalle parole ai fatti

Si è da poco concluso il presidio di UIL FPL, FP CGIL e CISL FP sotto Palazzo Vidoni, a Roma, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale organizzata dalle stesse sigle per dire stop ai rinvii relativi al rinnovo dei contratti nazionali per i comparti pubblici della sanità e degli enti locali. La necessità di questo presidio è nata da un prolungamento spropositato dei tempi rispetto allo stato delle trattative, considerando in particolar modo l'acquisizione di una disponibilità delle autonomie locali a procedere celermente e avendo già predisposto l’atto integrativo con la quantificazione delle risorse per ciò che attiene le Funzioni Locali e per la Sanità ad avere registrato la volontà di trovare soluzioni normative ed economiche compatibili con l’accordo del 30 novembre.

In occasione di questo nostro presidio, comunque, una delegazione è stata ricevuta (come richiesto anche nelle note e nei comunicati) all'interno del Ministero. Presenti anche il nostro Segretario Generale, Carmelo Barbagallo e la Segretaria Generale della CGIL, Susanna Camusso. Sono state messe sul tavolo tutte le problematiche ancora in ballo, a partire da quella economica legata all'aumento degli 85 euro medi, fino ad arrivare a quella dello stallo in cui si è giunti dopo la firma del contratto dei dipendenti delle funzioni centrali. In altre parole le richieste messe in campo hanno seguito la traccia di quelle degli ultimi mesi: vogliamo il rinnovo del contratto per tutti i comparti, presto e bene. Alla fine dell'incontro, tornati in piazza tra i lavoratori e la stampa, i Segretari hanno parlato di un impegno formale da parte del Governo per fare in modo che la trattativa riprenda e torni a velocizzarsi per arrivare in tempi brevi alla chiusura. Oltre a questo il Governo ha anche parlato di una piattaforma che garantirà le risorse previste per gli aumenti già indicati dagli accordi per il rinnovo.

Si chiude, dunque, una giornata molto importante per noi. Ovviamente le rassicurazioni verbali non bastano ed è per questo che auspichiamo la sostituzione di queste con i fatti concreti. Lo ripetiamo ancora, a costo di apparire ripetitivi. Vogliamo il contratto presto e alle condizioni pattuite. Se questo non avverrà, continuerà la mobilitazione.

5 febbraio 2018