Contratto sanità privata, da AIOP prime aperture ma la mobilitazione continua

Con il presidio di oggi sotto la sede di AIOP Lazio si chiude il percorso che ci ha portato in diversi punti strategici e di enorme importanza della sanità privata regionale con il solo scopo di chiedere a gran voce il #contrattosubito. Ogni giorno tappe diverse ma obiettivo unico: quello di protestare in virtù di un rinnovo contrattuale che continua a non arrivare. In questo senso, dobbiamo dire che a differenza di quanto accaduto in occasione del presidio in ARIS, oggi siamo stati ricevuti proprio da AIOP Lazio per un incontro in cui sono state riconosciute come priorità quella del rinnovo del contratto e quella della discussione di tale tematica all'interno del comitato esecutivo di lunedì prossimo. Ovviamente per quanto ci riguarda la mobilitazione non finisce qui. Le buone intenzioni non bastano più, vogliamo fatti, vogliamo il contratto.

Con questo spirito, insieme a FP CGIL e CISL FP di Roma e Lazio abbiamo preparato una nota congiunta (che potrete scaricare cliccando sul link in fondo alla pagina) che racchiude quanto fatto in questa importante giornata e, soprattutto, le nostre rivendicazioni. “Deve essere chiaro - spiega la nota in questione, a firma di Sandro Bernardini, di Natale Di Cola e di Roberto Chierchia, Segretari Generali di UIL FPL, FP CGIL e CISL FP di Roma e Lazio - che un contratto a zero euro è una proposta irricevibile che non è giustificata dalla crisi che ha colpito in questi anni tutti i settori produttivi. Infatti in nessun comparto privato e pubblico, nonostante le difficoltà economiche, si è ritardato di 12 anni il rinnovo contrattuale ed è per questo che pretendiamo che gli imprenditori della sanità smettano di nascondere i profitti dietro scuse e pretesti per non pagare correttamente chi ogni giorno è in prima linea per dare un servizio pubblico ai cittadini”.

La nostra linea è chiara: sanità pubblica e privata, stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti. Chiediamo anche alla Regione Lazio e alla Conferenza Stato-Regioni di fare la loro parte, sia nella rivisitazione delle tariffe di accreditamento, che sono bloccate ad oltre un decennio fa, sia nella revisione delle regole di accreditamento: niente convenzione con chi non è in regola con i rinnovi di contratto e con chi mette in atto politiche di dumping contrattuale. Una buona sanità si fa con operatori motivati e rispettati, non restando indifferenti alle giuste richieste dei lavoratori, che operano in condizioni difficili, arrivando a volte allo sfruttamento.

“La mobilitazione dei 25mila lavoratori del Lazio andrà avanti con ancora più determinazione." Spiega chiaramente la nota unitaria. "Già da lunedì decideremo un nuovo programma delle iniziative. Saremo ancora nei posti di lavoro, nelle strutture, tra i cittadini e gli utenti. Faremo protesta, ma soprattutto corretta informazione. E prepareremo nuove azioni, ancora più clamorose. Se sarà necessario arriveremo a un nuovo sciopero”.

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22 marzo 2019