Contratto Sanità Privata, dopo il presidio di oggi importanti novità sul futuro della trattativa

Dodici anni. E' questo il periodo di tempo che gli operatori della sanità privata italiana hanno dovuto attendere fino ad oggi per il rinnovo del contratto nazionale, un'attesa non ancora terminata puntroppo. Ecco perché stamattina UIL FPL, FP CGIL e CISL FP sono scese in piazza presso Largo della Sanità Militare, a Roma, insieme a centinaia di lavoratori ed il messaggio veicolato è stato semplice e diretto: vogliamo il contratto, lo vogliamo a condizioni dignitose e in tempi stretti.

Il presidio organizzato a livello nazionale in concomitanza con una riunione relativa alla trattativa sul rinnovo che vede impegnate le sigle con le parti datoriali Aris e Aiop, ha comunque rappresentato per le segreterie regionali di UIL FPL, FP CGIL e CISL FP, una ulteriore occasione per rimettere al centro anche quanto si sta da tempo chiedendo alla Regione, in termini di sostegno e di intervento diretto sul sistema di accreditamento. “Nei mesi scorsi - hanno spiegato in una nota i Segretari Regionali del Lazio di UIL FPL, FP CGIL e CISL FP, Sandro Bernardini, Natale Di Cola e Roberto Chierchia - abbiamo lanciato una petizione al Presidente Zingaretti, alla Giunta e al Consiglio Regionale su cui stiamo raccogliendo le firme dei lavoratori di tutte le strutture della sanità privata accreditata del Lazio. Chiediamo non solo il sostegno istituzionale in Conferenza Stato-Regioni, ma, in particolare, l’impegno su un percorso certo che ridefinisca le regole e renda trasparente il sistema di accreditamento così come la gestione delle risorse."

Tornando alla trattativa, mentre in strada i lavoratori protestavano per i loro diritti, sul tavolo siamo riusciti ad ottenere importanti rassicurazioni sul prosieguo della vertenza. La UIL FPL, insieme alle altre sigle presenti, è riuscita ad ottenere infatti la calendarizzazione dei prossimi incontri durante il mese di ottobre, incontri tematici fondamentali che porteranno alla fase conclusiva della vertenza. Secondo quanto espresso durante il tavolo, infatti, si dovrebbe arrivare finalmente all'accordo sul nuovo contratto tra la fine del prossimo mese di ottobre e la prima metà del mese di novembre.

Partendo da queste basi possiamo dire che lo sforzo messo in campo con la mobilitazione ha prodotto sicuramente risultati positivi. Le nostre prospettive e rivendicazioni, comunque, non cambiano. Vogliamo rendere dignità e diritti ad un settore che conta 150mila lavoratori in Italia e oltre 25mila nella nostra Regione, il Lazio. Un settore che di fatto regge molti dei servizi sanitari nei diversi territori del paese. Non è più possibile che i lavoratori di questo settore abbiano rispetto a quelli del settore sanitario pubblico un salario minore, minori diritti, minori opportunità di formazione, crescita e valorizzazione professionale. Vogliamo un contratto che sia in grado di fermare il dumping e che metta fine all'era del precariato e non ci fermeremo finché non lo avremo ottenuto. La nostra guardia reseterà alta finché ai lavoratori non sarà reso un diritto fondamentale che spetta loro: il contratto! Se i tempi non verranno rispettati, non potremo che intensificare la mobilitazione con tutte le iniziative a nostra disposizione.

25 settembre 2018