E ORA CONTATECI! Tutti insieme in piazza per chiedere al Governo lavoro, diritti e giustizia sociale!

Centinaia di migliaia di persone insieme nel centro di Roma, che per una mattina è tornato a tingersi di blu, rosso e verde, i colori di chi ha dato vita ad un evento epocale che ricorderemo per molto tempo ancora. Il 9 febbraio 2019, infatti, verrà rievocato nel prossimo futuro come esempio di cosa il Sindacato è in grado di mettere in campo quando si tratta di difendere il domani del mondo del lavoro e, dunque, del nostro paese. Di numeri, come è stato detto dal palco di Piazza San Giovanni, non ne abbiamo dati, preferiamo che a contarci siano quelli che continuano a non capire a quante persone si voltino le spalle qualora si decida di voltare le spalle al sindacato, a quante persone resterebbero inascoltate e non rappresentate se si continuasse a fare orecchie da mercante rispetto ad una piattaforma costruita punto su punto con i lavoratori a tutti i livelli. Noi siamo andati tra la gente e con la gente abbiamo creato risposte a problemi che ci affliggono quotidianamente. Con grande spirito costruttivo, poi, abbiamo bussato alla porta del Governo mettendo questo lavoro a disposizione senza alcuna pretesa, vogliosi solamente di contribuire ad uno sviluppo reale del futuro del nostro paese. La risposta che abbiamo ricevuto è stata piuttosto evidente purtroppo, con una Legge di Bilancio che ha confermato i nostri peggiori sospetti. Gli interventi che attendevamo sono rimasti in un angolo e i punti salienti della manovra non ci lasciano ottimisti in relazione al futuro del mondo del lavoro italiano. Ecco il perché della manifestazione ed ecco il motivo di questa grande affluenza. I lavoratori e i cittadini hanno ben compreso il fatto che questo rischia di essere un punto di non ritorno per il paese e hanno deciso di unirsi al Sindacato, che è l’unica forza realmente rappresentativa delle cause dei più deboli, in una giornata storica. Sfilare per le vie della capitale e arrivare a riempire in quel modo Piazza San Giovanni veicolerà in maniera netta un messaggio chiaro al Governo: o si cambia rotta o continueremo senza sosta a mobilitarci fino al raggiungimento dei nostri obiettivi. In fin dei conti sarebbe molto più semplice avere un rapporto costruttivo, basato sul merito dei temi e sulla volontà comune di costruire e produrre vero cambiamento. Mettiamo al centro il lavoro e i diritti della persona, creiamo vera giustizia sociale. A chiedercelo è il paese, a chiedercelo è il futuro, a chiedervelo era tutto il nostro popolo sabato scorso a Roma. Non sappiamo quanti, contateci voi!

 

 

 

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