L'Italia al tempo del Coronavirus: sacrifichiamoci oggi per essere ancor più liberi domani!

Silenzio, rotto da qualche voce tra i balconi o dal rumore di una macchina isolata che passa. E' un assordante quanto surreale silenzio quello che in questi giorni caratterizza Roma, solitamente capitale del caos e della frenesia, spesso vittima di un traffico scellerato, ora sopita e dormiente a causa di un qualcosa che non si vede, non si sente ma che sta modificando radicalmente lo stile di vita di tutti noi. Il Coronavirus arriva da lontano, ma nel bel paese ha fatto breccia con facilità, entrando a gamba tesa sulla nostra routine, costringendo chi ci governa ad adottare misure restrittive ma necessarie.

Ieri sera, poco dopo le 21 e 30, su tutti gli schermi di ogni casa italiana, una voce annunciava che le restrizioni sarebbero aumentate, che quasi tutte le attività commerciali sarebbero state chiuse per le prossime settimane. Quella voce, la voce di Giuseppe Conte, rimarrà nella storia, finirà nei libri di scuola. "Il Paese ha bisogno della responsabilità di ognuno di voi, ha bisogno di sessanta milioni di piccoli grandi sacrifici. Ognuno di noi ha bisogno dell’altro. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani. Ce la faremo." Con queste parole il Presidente del Consiglio dei Ministri ha concluso uno dei discorsi più drammatici della storia dell'Italia repubblicana. Ed è sull'importanza di queste poche righe che vogliamo brevemente soffermarci. Quello che ci viene fatto in questo momento, infatti, è un invito alla responsabilità e al buon senso. Nessuno sta limitando la nostra libertà per colpirci, per controllarci. Al contrario, queste misure, che in sintesi ci dicono di rimanere a casa a meno che non sia assolutamente necessario muoversi, rappresentano un atto di protezione che lo Stato compie nei confronti dei propri cittadini.

E' ovvio che contravvenire a quanto disposto prevede conseguenze di carattere penale, ma non è questo il punto. Essere in grado di compiere un sacrificio oggi, significa non esporre il nostro prossimo al rischio di contagio. Evitare di uscire, seguire i dettami delle istituzioni ed informarci correttamente attraverso i canali ufficiali degli istituti sanitari, della protezione civile e delle varie amministrazioni locali, fino ad arrivare al Governo nazionale, sono i punti di un immaginario vademecum che ogni cittadino dovrebbe, anzi deve seguire per fare in modo di vincere questa battaglia, una delle più difficili mai affrontate. Mettiamo da parte l'egoismo e dimostriamo al mondo di essere un popolo unito verso un unico obiettivo, quello di uscire da una situazione surreale, in cui la paura e la diffidenza rischiano di prendere il sopravvento.

Ecco, dunque, che oggi più che mai facciamo appello al senso di responsabilità di tutti. Il buon esito di tutto questo dipende soprattutto dal nostro comportamento. Fidiamoci di chi ci guida e fidiamoci dei nostri bambini, che stanno colorando con i propri cartelloni colorati i balconi di ogni città italiana. Il messaggio è semplice: rimanete a casa, andrà tutto bene!

12 marzo 2020