La Conferenza Stato Regioni prende impegni sul rinnovo del contratto della Sanità Privata!

Quando si parla di sanità, negli ultimi mesi, il primo pensiero che sovviene a livello sindacale è certamente il nuovo contratto della sanità privata, ormai atteso da ben oltre una decade da migliaia e migliaia di lavoratori. In questo senso, sappiamo come la situazione sia complicata, con le parti datoriali ferme su posizioni inaccettabili per quanto ci riguarda. Ecco perché, se su quel versante esprimiamo preoccupazione, siamo invece soddisfatti di quanto emerso in occasione della odierna discussione relativa al Patto della Salute, avvenuta con il Presidente Bonaccini e l’Assessore Venturi in Conferenza Stato-Regioni.

Ci riferiamo all'impegno espresso da queste istituzioni a "modificare la normativa relativa agli accreditamenti delle aziende private che erogano servizi sanitari pubblici, inserendo un criterio che preveda tempi congrui per i rinnovi dei CCNL tra le aziende e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, in coincidenza con i rinnovi del CCNL della Sanità Pubblica", come hanno spiegato in una nota congiunta i Segretari Generali di UIL FPL, FP CGIL e CISL FP, Michelangelo Librandi, Serena Sorrentino e Maurizio Petriccioli. “Non esistono lavoratrici, lavoratori e professionisti di serie A e di serie B. Chi eroga servizi sanitari, nel pubblico come nel privato merita rinnovi adeguati, con tempistiche certe e un riconoscimento professionale che non può più essere rimandato. Le organizzazioni sindacali non sono più disposte a tollerare che i signori della Sanità Privata italiana dichiarino miliardi di euro in fatturati, giocando sulla pelle di chi ogni giorno si prende cura delle persone con contratti scaduti da oltre 12 anni. È intollerabile inoltre che AIOP parli di oneri insostenibili e minacci addirittura licenziamenti e rivalse sui lavoratori."

Con questo passaggio, la situazione dovrà modificarsi sin da subito. Siamo pronti, in ogni caso, a prendere provvedimenti per fare in modo di innalzare il livello dello scontro per fare in modo che si arrivi allo sblocco di una situazione insostenibile creata dalle parti datoriali. Lo dobbiamo ai lavoratori e ad un settore che merita maggiore dignità.

3 luglio 2019