La mobilitazione non si ferma, in piazza per il rinnovo dei contratti pubblici e privati

Dopo l'iniziativa del 10 dicembre, oggi, si è di nuovo infiammata la mobilitazione sindacale unitaria con al centro, in questo caso, i servizi pubblici, la sanità, sia pubblica che privata, la contrattazione e le assunzioni in questi ambiti. Dal palco di Piazza Santi Apostoli, abbiamo ascoltato le proteste, le esigenze e le richieste dei lavoratori sia pubblici che privati, e abbiamo chiesto con forza un impegno fattivo, con investimenti che sappiano davvero rispondere a chi quotidianamente mette in campo, con la propria professionalità, un lavoro di qualità che dà lustro allo Stato, nel caso dei dipendenti pubblici, e non solo. 

Migliaia di persone, migliaia di bandiere e i colori di UIL, CGIL e CISL a sventolare sotto il cielo grigio di Roma, in una giornata fredda, riscaldata dal calore di tutti i lavoratori intervenuti, dalla forza delle nostre rivendicazioni e di una mobilitazione che non si fermerà facilmente, anzi. Vogliamo una nuova stagione di riforme vere, reali e che soprattutto devono partire da subito. Le rassicurazioni dei vari governi che si succedono non bastano più. Siamo scesi più volte in piazza negli ultimi mesi, a favore della nostra piattaforma, dei rinnovi contrattuali nel pubblico e delle assunzioni. Questa mobilitazione è l'ennesima dimostrazione di quanto vogliamo incidere in questo momento storico, soprattutto in ottica manovra economica e DEF. 

Ed oggi, insieme ai Segretari di UIL, CGIL e CISL, in piazza c'erano lavoratori che hanno preso il microfono per raccontare i punti di caduta del proprio settore, specialmente nel pubblico, e soprattutto per poter proporre soluzioni concrete agli interlocutori di sempre: la politica nazionale e locale. Non basta più non avere tagli ed avere rassicurazioni. Vogliamo passi avanti, vogliamo risorse, vogliamo i contratti a condizioni davvero migliorative. Nel pubblico impiego c'è bisogno di almeno un miliardo di euro in più di quanto pensato dal Governo per i rinnovi, perché non si può tornare indietro rispetto a quanto ottenuto col contratto firmato nel 2018. Vogliamo andare avanti e per farlo chi di dovere deve iniziare a dare seguito alle parole con i fatti, ascoltando quanto sottolineato dai sindacato nel tempo ed anche in occasione di questa mobilitazione. Assunzioni, stabilizzazioni, contratti, e dunque valorizzazione e riconoscimento della professionalità e del lavoro dei dipendenti pubblici. Questo è quello che rivendichiamo. E la mobilitazione non si fermerà finché i tavoli che questo Governo ha il merito di aver riaperto, non saranno riempiti di contenuti e di risultati per il lavoro italiano e per la macchina statale.

12 dicembre 2019