La UIL a Crevalcore per continuare ad esserci e guardare al futuro

Dopo Bari e Torino, la UIL si riunisce a Crevalcore, in provincia di Bologna, per chiudere il cerchio con una partecipatissima assemblea che ha coinvolto i lavoratori e i quadri dirigenti delle regioni del centro e del nord-est. La giornata si è svolta in un luogo molto simbolico per la cultura sindacale unitaria italiana, anche se lo stesso ha visto la luce solo negli ultimi anni. Si tratta dell’Auditorium Primo Maggio, nome già di per sé piuttosto esplicativo , struttura creata dopo il disastroso terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012 grazie ai contributi dei lavoratori di UIL, CGIL e CISL. E proprio nell’Auditorium Primo Maggio di Crevalcore, la UIL fa ancora una volta quadrato con una sala stracolma di lavoratori e dirigenti, dimostrando a chi la giudica  in cattiva salute che questa organizzazione è viva e risponde colpo su colpo ad esigenze e sfide che questo paese continua a metterci davanti.

A ricordare questo in apertura di lavori è Giuliano Zignani, Segretario della UIL Bologna ed Emilia Romagna che ha accolto le centinaia di intervenuti guardando anche al futuro e parlando della fase congressuale ormai imminente come un’occasione d’oro per dare continuità allo straordinario lavoro fatto da questa Segreteria nazionale confederale negli ultimi quattro anni, un lavoro che ha riportato la UIL “al centro del ring”, una posizione da difendere ad ogni costo. Andando sui temi caldi a cui ci riferivamo prima, certamente a riguardarci più da vicino è quello dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, argomento toccato come sempre in maniera illuminante dal Segretario Confederale Antonio Foccillo, che nella propria relazione ha spiegato come le risorse finalmente arrivate stando alla Legge di Bilancio dovranno rappresentare la molla per far si che i contratti si chiudano in tempi ragionevolmente brevi senza tralasciare nulla rispetto agli accordi sottoscritti col Governo lo scorso 30 novembre. Con questi fondi, infatti, l’aumento degli 85 euro medi non andrà ad intaccare il bonus degli 80 euro. Un risultato comunque positivo che come UIL rivendichiamo dopo aver tenuto alta l’attenzione sia prima che dopo l’apertura dei tavoli con l’Aran.

Sotto i riflettori, e non poteva essere altrimenti, anche il tema della previdenza, toccato nelle conclusioni dal nostro Segretario Generale Carmelo Barbagallo, considerata la delusione rispetto ai fondi assolutamente insufficienti previsti dalla Legge di Bilancio, al contrario di quanto accaduto invece per i contratti. “La questione previdenziale è un problema di tutti, di ogni categoria, di ogni lavoratore e dei pensionati in essere. Abbiamo scritto a Gentiloni, e ci auguriamo che si chiuda celermente la fase due sulla previdenza. L’incontro potrebbe tenersi il prossimo 3 novembre, se i risultati non arriveranno e se, quindi, non ci sarà accordo, non avremo alcun timore a produrre azioni di lotta che non abbiamo certo tolto dal nostro vocabolario.” Giornate come questa, in ogni caso, dimostrano che “noi ci siamo” non è solo uno slogan e che il nostro impegno per un mondo del lavoro più giusto ed un paese migliore è concreto. Ora si apre una fase delicata ma importantissima, il futuro ci attende e noi non vogliamo assolutamente farlo aspettare.

25 ottobre 2017