La UIL FPL Roma e Lazio fa quadrato in vista di congressi ed RSU

La UIL FPL Roma e Lazio fa quadrato in occasione di un momento di confronto molto importante come quello del consiglio di capoluogo e regionale unificato andato in scena presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, proprio in un giorno in cui l'organizzazione piange la scomparsa di Luisa Marano, dirigente sindacale di enorme valore ma soprattutto grande amica appartenente alla nostra famiglia e compagna di mille battaglie.

Ed è proprio seguendo lo spirito di lotta e di grande propositività che sempre contraddistinto Luisa, che abbiamo affrontato questo appuntamento odierno cercando di tirare le somme rispetto a quanto accaduto negli ultimi quattro anni ed iniziando a guardare insieme verso un futuro che ci vedrà ancora protagonisti nei comparti che rappresentiamo e non solo. Ecco per quale ragione, soprattutto in occasione dello scioglimento ufficiale degli organismi, abbiamo voluto guardarci indietro e ripercorrere il sentiero tortuoso che abbiamo intrapreso durante gli ultimi quattro anni. In questo non possiamo che riferirci all'intervento del nostro Segretario Generale, Sandro Bernardini, il quale ha sottolineato come il lavoro svolto ci abbia permesso di recitare un ruolo di grande impatto nei cambiamenti positivi che hanno caratterizzato l'ultimo quadriennio. In primis, ci riferiamo al contratto del pubblico impiego, che 4 anni fa sembrava un miraggio lontano. Ad oggi, grazie alle proteste e all'impegno messo in campo, siamo arrivati ad un primo importante risultato, forti della sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato illegittimo il blocco dei contratti. Abbiamo ottenuto, infatti, un accordo importantissimo nel novembre del 2016, un accordo che di fatto ha stabilito un percorso basato su incrementi economici, modifiche normative e rilancio delle relazioni sindacali. Il presente ci racconta di una contrattazione che è finalmente ripartita e della firma, arrivata negli ultimi giorni dell’anno, sul primo rinnovo: quello relativo al comparto delle funzioni centrali. In questo caso gli accordi del 30 novembre 2016 sono stati rispettati e speriamo che questa firma faccia da apripista per un inizio di 2018 che porti a mettere nero su bianco i rinnovi negli altri 3 comparti.

Oltre a questo sono decine gli esempi che potremmo fare, partendo dai miglioramenti in una sanità pubblica che 4 anni fa era allo sbaraglio e che oggi, nonostante le molte problematiche, guarda al futuro con speranza, forte anche della fine del commissariamento, delle assunzioni e delle stabilizzazioni dei precari. Siamo molto orgogliosi, inoltre, dei risultati che la lotta e l'impegno hanno prodotto presso Roma Capitale, dove dopo l'atto unilaterale del 2014, gli scioperi e le manifestazioni, oltre ai tavoli di confronto con 3 diverse amministrazioni, siamo finalmente giunti alla stipula di un nuovo e più equo contratto decentrato, dando di nuovo valore alle relazioni sindacali in Campidoglio. E a questi esempi potremmo affiancare le lotte per la salvaguardia di centinaia e centinaia di posti di lavoro nel terzo settore. Basti pensare alla cooperativa OSA dell'Umberto I o alla vertenza dei CUP, vicende che ci hanno visti in prima linea come sempre per la difesa di salari e posti di lavoro. 

Chiaramente non tutto è andato come volevamo e le battaglie aperte in tutti i comparti ne sono la dimostrazione palese. Ecco perché lo sguardo diretto verso i prossimi 4 anni è pieno di speranze, aspettative e voglia di andare ancora avanti nel percorso ormai avviato. In questo senso la giornata di oggi per noi deve rappresentare qualcosa di più di un semplice passaggio formale. Oggi, si chiude solo una parte del percorso, un percorso che già da domani ricomincerà e che dovrà trovarci pronti in vista dei congressi e delle elezioni per il rinnovo delle RSU. 

9 gennaio 2018