Pretendiamo rispetto e soprattutto il rinnovo del Contratto RSA

31 Mar 2022

Così commentano Michelangelo Librandi, Segretario Generale UIL FPL, e Rossella Buccarello, Segretario Nazionale UIL FPL, il chiassoso silenzio delle Associazioni Aris e Aiop.

È del 9 marzo 2022 l’incontro con cui avevamo cercato unitamente a FP CGIL e CISL FP di costruire un’ interlocuzione e un percorso di progettualità per l’apertura del negoziato del contratto di tutto il personale delle Rsa con Aris e Aiop, terminato invece con un verbale di mancato accordo.

E oltre all’irricevibile affermazione di AIOP di voler considerare come riferimento di partenza il contratto sottoscritto nel 2012 con UGL, siamo restati in attesa delle importanti dichiarazioni che Aris avrebbe trasmesso da allegare al suddetto verbale.

La stessa Aris che ha poi rinviato a dopo l’esito del proprio Consiglio Nazionale (tenuto il 24/03/2022) eventuali valutazioni per un ulteriore confronto.

Usiamo il condizionale, volutamente, perché ad oggi, 31 marzo 2022, non abbiamo avuto traccia delle integrazioni dell’Associazione Aris, né comunicazioni rispetto all’esito dell’incontro del loro Consiglio Nazionale.

Sovviene una mai superata – nel valore e significato – favola di Esopo, patrimonio di tutti, in cui nel confronto tra un lupo, una volpe e la scimmia giudice, si evince come chi ha fama di essere bugiardo, anche se dice la verità, non viene creduto.

Questo è il rispetto che si continua a dare al personale delle Rsa, gli “invisibili”, quelli che possono tranquillamente subire esternalizzazioni e precarizzazioni, quelli che non importa da quanto attendono, perché 14 anni al cospetto dei grandi organi associativi e imprenditoriali non sono nulla…mentre qualcuno ancora racconta che l’impresa e l’imprenditore, possano esistere disgiuntamente dai lavoratori, dai loro saperi e dalle loro capacità, le strutture delle Rsa si svuotano e a farne le spese sono i cittadini più fragili.

Abbiamo visto donne e uomini stringere la mano ad anziani nei momenti di culmine della pandemia, mentre qualcuno risparmiava sulla sicurezza e li abbiamo visti restare loro accanto portandosi dentro il peso e il dolore dell’inerzia davanti ad un mostro chiamato Covid.

Si sono prestati a conversioni di reparto, a turni massacranti, a straordinari e ore aggiuntive mai retribuite per tenere insieme i valori di un Paese in cui la democrazia e il diritto alla salute lo rende ancora oggi degno di chiamarsi Paese Democratico.

Stiamo sostenendo con forza quanto bisogna mettere il tema della salute al primo posto delle politiche e quanto la filiera assistenziale sia fondamentale, ma è vergognoso come ancora ci si fermi solo e soltanto ai grandi proclami politici e nessuno interviene davvero a dare Dignità a queste lavoratrici e lavoratori.

Noi chiediamo un intervento concreto alla Conferenza delle regioni e alla politica tutta perché si smetta di anteporre finanziamenti e profitto ai diritti dei lavoratori delle Rsa.

Chiediamo che si tolgano gli accreditamenti a chi perpetua l’innesco di meccanismi di guerre tra poveri che contrasta con la nostra idea fondamentale di ricomposizione e riunificazione del mondo sanitario e socio sanitario.

PRETENDIAMO RISPETTO E SOPRATTUTTO IL RINNOVO DEL CONTRATTO RSA!