Liste d'attesa, il traguardo è ancora lontano

La situazione delle liste d'attesa nella sanità pubblica regionale è, ormai da anni, in condizioni a dir poco critiche. Negli ultimi anni la nostra organizzazione ha più volte alzato la voce in merito, tentando di suggerire, con esiti alterni, una strategia alla Regione Lazio per fare in modo che nessun utente del nostro sistema sanitario regionale fosse costretto a rivolgersi altrove, pagando prezzi elevati presso privati per effettuare una visita o un esame specialistico in tempi ragionevoli. Si tratta di una condizione che va avanti da tempo immemore ed in questo senso non risulta nemmeno lontanamente sufficiente, purtroppo, il piano messo in campo dalla Regione Lazio e decantato dal Presidente Nicola Zingaretti. 

Nonostante i lievi miglioramenti indicati dai dati sviscerati dal Presidente Zingaretti, infatti, c'è molto ancora da fare. A questo vogliamo aggiungere che gli interventi necessari dovranno essere messi in campo sin da subito, per fare in modo che la nostra sanità, appena uscita da un commissariamento durato anni, possa produrre risultati che producano innovazione e miglioramento ai servizi offerti quotidianamente ai cittadini. Bisogna cambiare passo per ottenere un sistema più equo che dia la possibilità anche a chi non può permettersi il privato o l'intramoenia di poter effettuare una TAC o un'ecocrafia nel giro di pochi giorni. Questo dovrà essere reso possibile, dunque, anche in un sistema regionale fortemente influenzato dalle tantissime richieste che giungono da Roma, visti anche i numeri riguardanti questa città. Il sistema, per come è ora, infatti non può essere in grado di tenere il peso che una realtà come Roma detiene nel bilancio complessivo dell'attività di tutto il territorio regionale.

Il nostro compito, in ogni caso, è tenere alta l'attenzione su tematiche come questa e non permettere a nessuno di rilassarsi, a prescindere da quanti interventi siano stati portati a termine fino a questo momento. L'unica cosa che ci interessa è il risultato per il solo bene del servizio sanitario pubblico laziale e quindi dell'utenza che troppo spesso paga in prima persona i tanti, troppi buchi creati nel tempo in quello che dovrebbe essere un settore di assoluta e rigorosa efficienza.

5 dicembre 2017