Ministra Grillo, voglia di risolvere problemi o semplice strumentalizzazione politica?

Spesso, nell’ultimo periodo, abbiamo parlato dei sopralluoghi effettuati dalla Ministra della Salute, Giulia Grillo, in diversi ospedali del territorio regionale, in particolare in quelli romani. Come premessa al nostro discorso, vogliamo ripetere che di per sé questi episodi rappresentano comunque la vicinanza fisica dell’esecutivo ai problemi della sanità o quantomeno una volontà di toccare con mano quelle che sono le condizioni in cui versano nosocomi e pronto soccorso. 

Ripartire dal basso, dunque, è certamente positivo. Lo sarebbe altrettanto, tuttavia, tradurre l’esperienza tattile in provvedimenti concreti, in interventi che realmente possano in qualche misura migliorare ciò che ognuno di noi può vedere all’interno degli ospedali romani, laziali ma anche di molte altre zone d’Italia. L’ultimo episodio in ordine temporale, in questo contesto, è l’arrivo dei NAS (ovviamente inviati dalla Ministra della Salute) presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Camillo di Roma al fine di effettuare controlli sulla situazione vigente presso il nosocomio romano. 

In questo senso, il Ministero ha parlato nel post controllo di sovraffollamento e della presenza di diversi clochard all’interno delle strutture afferenti al pronto soccorso. Per quanto ci riguarda si tratta di tematiche piuttosto note. Ascoltando le nostre continue proteste, il Ministero avrebbe potuto constatare tutto ciò con congruo anticipo. Oltre a questo, crediamo sia troppo semplice parlare senza contestualizzare la situazione relativa al San Camillo di Roma, visto che parliamo di uno degli ospedali maggiormente colpiti negli ultimi anni dal fenomeno del taglio dei posti letto. Dai 1253 posti letto del 2008, infatti, delibere alla mano, siamo passati agli 866 posti letto stimati alla fine del 2018. Sono numeri che parlano da soli e che devono spingere tutti a riflettere sulle difficoltà gestionali relative ai situazioni simili, a partire da quelle dei lavoratori. Proiettando questo dato su ogni azienda romana il dato, infatti, diventa enorme e sempre più preoccupante. Siamo certi che da parte della Regione si possa e si debba fare di più, ma allo stesso tempo crediamo che anche il Ministero della Salute debba intervenire per quanto possibile per poter migliorare la situazione.

Lo vogliamo ripetere ancora, oltre ai sopralluoghi c’è bisogno di investire e di assumere ancora e sempre in maniera maggiore per cercare di uscire fuori da una fase che, complice anche il commissariamento decennale, ha visto ridursi all’osso gli investimenti con conseguente ricaduta su servizi, a partire proprio dai pronto soccorso, e lavoratori. Ora che la situazione è stata toccata con mano, vogliamo i fatti. Se questo non avvenisse, rimarrebbero solo gli strumentali attacchi politici e questo sarebbe di enorme gravità.

18 febbraio 2019