Nota inviata al Ministro della Salute. Richiesta linee guida in tema vaccinale.

14 Ott 2021

“Signor Ministro,

mentre prosegue nella grandi difficoltà la lotta al virus e al contenimento del contagio da SARS-CoV2/COVID-19 con l’obiettivo di salvaguardare la salute e la sicurezza del paese dalla pandemia, sia dal punto di vista sociale che economico, richiamiamo la Sua attenzione sulla necessità di favorire, per il ruolo politico che ricopre da Ministro rispetto ad alcune difficoltà oggettive riscontrate nell’ascolto e nel confronto con le tante lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo in merito al tema vaccinazione e Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro.

Ad oggi riscontriamo ed assistiamo a situazioni diverse e diversificate alle quali riteniamo che solo un Suo intervento con l’ausilio del Comitato scientifico possa dare un segno chiaro e chiarificatore.

Un primo particolare riguardo è rivolto a coloro che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 in tempi brevi, prima di ricevere una qualsiasi dose di vaccino alle quali oggi in ragione del titolo anticorpale molto alto, alcuni medici, in assenza dell’intervallo minimo raccomandato tra l’infezione e la vaccinazione, e sulla base di dati che attualmente definiscono basso il rischio di reinfezione da SARS-CoV-2 nei mesi successivi all’infezione iniziale, sconsigliano di somministrare il vaccino in ragione di un assente studio sulle possibili conseguenze, a questi lavoratori il green pass non viene riconosciuto.

Vi è poi chi ha nell’ambito della sperimentazione ha ricevuto una sola dose magari con il vaccino Sputnik, (vedi il caso di servizi esternalizzati a cooperative con personale dell’Est) o uno dei vaccini approvati da Ema, ed è in attesa di seconda somministrazione ma i sistemi elettronici non riconoscono il green pass.

O ancora chi ha ricevuto una sola dose e successivamente contratto l’infezione da SARS-CoV-2. Alcuni medici, sostengono che una singola dose di vaccino a mRNA è comunque sufficiente in chi ha avuto il Covid19, indipendentemente dal tempo trascorso dall’infezione, lasciando cadere l’argomentazione precedente dei 6 mesi (intervallo minimo) non incentivando l’ulteriore vaccinazione, a questi lavoratori, il green pass non viene riconosciuto.

Vi è poi chi come il personale sanitario ha ricevuto il vaccino in prima fase di contagio da SARS-CoV2/COVID-19 e la data dell’ultima somministrazione effettuata porterebbe a presunta e vicina scadenza del green pass, personale al quale abbiamo chiesto prima di predisporre o valutare una terza dose che vengano effettuate tutte le analisi per i vari test anticorpali ad intervalli diversi considerato che il tasso di anticorpi è dinamico, dunque tende a cambiare nel tempo ma che ancora è in attesa.

Sulla base di tali considerazioni, Sig. Ministro, riteniamo che debbano essere fornite delle linee guida di carattere scientifico affinché venga data immediata priorità a risposte che altro non fanno che generare ansia e confusione tra i lavoratori e le lavoratrici del nostro paese, senza dimenticare inoltre l’attenzione alle fragilità, confidando come sempre ci/gli resti accanto come nei momenti più difficili della pandemia e auspichiamo che le nostre osservazioni, e la nostra richiesta possa essere motivo di riflessione e di accoglimento.”

[firmato il Segretario Generale UIL FPL, Michelangelo Librandi]