Occupazione e CIG, ecco i dati contrastanti degli ultimi mesi

Come sapete, oltre ad occuparci quotidianamente delle varie vicissitudini e vertenze riguardanti la vita sindacale e lavorativa nei nostri territori, non abbiamo mai fatto mancare uno sguardo d'insieme su quello che è il mondo del lavoro italiano, analizzando le statistiche e snocciolando dati sull'occupazione, gli ammortizzatori sociali e le pensioni, tanto per citare qualche tema caldo trattato negli ultimi mesi.

E specialmente ora che la vicenda contrattuale nel pubblico impiego, seppur non conclusa, sembra aver superato con le preintese la fase maggiormente critica, vogliamo volgere lo sguardo proprio verso l'occupazione nel nostro paese, analizzando i dati riguardanti gli ultimi mesi ed, ovviamente, il momento attuale. Per quanto concerne ad esempio la cassa integrazione, desta preoccupazione la repentina crescita delle richieste dopo un calo significativo registrato, invece, nel quadrimestre appena scorso. Diversa la valutazione del dato, poi, se si considerano i primi due mesi del 2018, quando rispetto al cumulo delle ore si è individuato un decremento nell'utilizzo dello strumento di integrazione di reddito rispetto ai primi due mesi del 2017. Si tratterebbe, peraltro, di un calo piuttosto consistente, attestato oltre il 35%.

Ovviamente questi dati sono relativi solo ai mesi appena scorsi di gennaio e febbraio e per poter fare una valutazione complessiva si dovrà attendere la fine dell'anno. Nonostante ciò, ad oggi si può affermare di essere di fronte ad un andamento altalenante in questo senso. Se, infatti, la tendenza ad una flessione della cassa integrazione ci porterebbe a fare valutazioni positive o quantomeno ottimistiche, d'altro canto c'è da considerare la precarietà dell'occupazione in Italia, situazione disegnata alla perfezione dai dati sulle domande di disoccupazione e dai dati dell'Osservatorio Inps sul precariato che, per quanto riguarda lo scorso anno, individuavano un rapporto tra tempi determinati ed indeterminati di 3 a 1. La situazione contraddittoria, infine, è inquadrata anche dall'aumento in grandissima percentuale delle assunzioni a tempo indeterminato a gennaio 2018 rispetto a dicembre 2017 ed in buona percentuale rispetto a gennaio 2017. Il quadro, comunque, rimane fortemente incerto e la parola stabilità sembra ancora lontana dal nostro vocabolario in ambito occupazionale. In questo senso un primo passo sarebbe certamente rappresentato egregiamente da un nuovo quadro normativo che disincentivi, soprattutto economicamente, l'utilizzo dei contratti a termine rispetto a quelli a tempo indeterminato.

23 marzo 2018