PA, bene misure DDL Concretezza ma attenzione all'ipotesi taglio degli stipendi

Come abbiamo ribadito più volte nelle ultime settimane, apprezziamo molto le aperture che arrivano dal Governo rispetto al rilancio del pubblico impiego. A livello verbale, infatti, molte delle cose indicate sia dal Ministro del Lavoro Di Maio che dalla Ministra della PA, Bongiorno, sono in linea con alcune nostre batteglie storiche, ad esempio per quanto concerne uno sblocco del turn over che porti ad un piano assunzionale in grado di inserire giovani meritevoli nel pubblico impiego. Allo stesso tempo tuttavia, non vorremmo che se da una parte si punta a rigenerare il settore pubblico, dall'altra si trovino difficoltà rispetto ai rinnovi contrattuali, che come sappiamo dovranno arrivare entro la fine dell'anno in corso.

 

Andando con ordine vediamo, comunque, come sul versante assunzioni, sblocco del turn over e semplificazione delle procedure per la selezione del personale, il nostro pensiero sia in linea con quello della Ministra Bongiorno, la quale stando alle indiscrezioni che ci giungono, avrebbe previsto per il DDL concretezza tutte queste misure. Se ciò avverrà non potremo che plaudire la Ministra ed il Governo, posto che sarà comunque di grande importanza una verifica costante rispetto alla corretta applicazione di tali misure in tutti gli enti ed in tutti i settori. In generale, comunque, è da apprezzare l'impostazione di un provvedimento che nasce con lo spirito di rilanciare il pubblico impiego attraverso nuova linfa,  semplificazione e attraverso l'adeguamento digitale delle istituzioni e dei servizi offerti cittadinanza. 

 

Allo stesso tempo, comunque, se da un lato apprezziamo queste misure, non possiamo non alzare l'attenzione su un'ipotesi inaccettabile per quanto ci riguarda: il taglio degli stipendi dei lavoratori pubblici a partire da gennaio. Si tratterebbe di un rischio derivante dalla mancata copertura nella legge di bilancio delle risorse utili all'erogazione dell'elemento perequativo. Un caso unico ed inconcepibile visto che mai un aumento contrattuale ha subito una mancata conferma. "L’elemento perequativo - ha spiegato il Segretario Confederale UIL, Antonio Foccillo - dovrà diventare, dal prossimo gennaio, strutturale nelle voci stipendiali dei lavoratori della PA e, pertanto, dovranno esser stanziate dal Governo le necessarie risorse. Non solo, quest’ultime, sempre nella prossima legge di fine anno, dovranno essere accompagnate dai fisiologici e dovuti stanziamenti economici per il nuovo triennio contrattuale 2019/2021, in modo da render, fin da subito, possibili le trattative per i rinnovi."

 

E' proprio dai rinnovi, infatti, che si darebbe seguito concretamente alla volontà di far tornare a correre il pubblico impiego. Noi siamo pronti con le nostre piattaforme e auspichiamo che al più presto si aprano tavoli di confronto che ci conducano nei tempi stabiliti a rinnovare i contratti per il prossimo triennio.

 

17 settembre 2018