Piano vaccinale personale di polizia locale, del settore educativo-scolastico e dei servizi sociali

15 Feb 2021

Di seguito la nota che CGIL CSIL UIL di categoria hanno inviato al Ministro della salute On. Roberto Speranza, al Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19 Dott. Domenico Arcuri, al Presidente dell’ANCI Ing. Antonio De Caro, al Presidente dell’UPI Dott. Michele de Pascale, al Presidente della Conferenza delle Regioni On. Stefano Bonaccini:

L’8 febbraio 2021, il Ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS ha elaborato un documento di aggiornamento delle categorie e dell’ordine di priorità del piano vaccinale recante “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19”.

Fermo l’approccio che definisce l’ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo quelle della fase 1 (operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80 anni) in base al criterio del maggior rischio di letalità
correlato al Covid-19, siamo ad evidenziare la necessità di considerare alcuni elementi di contesto.

Torniamo a ribadire che la definizione degli ordini di priorità deve tener conto del maggior grado di esposizione ai rischi legati al contagio di alcune categorie professionali rientranti in quelle categorie di popolazioni appartenenti ai servizi essenziali che il Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, adottato con DM del 2 Gennaio 2021, dichiara di considerare prioritarie.

In tal senso si vuole evidenziare alla S.V., che il personale delle Polizie Locali continua ad essere utilizzato in prima linea nell’attività di monitoraggio, controllo, prevenzione, osservanza delle prescrizioni emanate dal Governo al fine di limitare la diffusione del contagio da Covid 19 con una presenza capillare sul territorio e una notevole esposizione ai rischi legati al contagio. Al pari di questo personale, va contestualmente considerato che educatrici e insegnanti delle scuole dell’infanzia lavorando in prima linea con una utenza sfornita, per ragioni di età, dei presidi minimi di protezione individuale sono esposte ad un rischio di contagio elevato tanto che, in vista del riavvio dell’anno scolastico, alla luce delle indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico il 14 agosto 2020 è stato siglato uno specifico “Protocollo d’intesa per garantire la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione del Covid 19” .

Manca inoltre qualsiasi riferimento al personale dei servizi sociali che pure appare essere personale soggetto ad un elevato grado di rischio. E questo senza considerare che lo stesso personale, nei servizi socio sanitari, è già stato interessato dalla prima fase di vaccinazione.

Apprendiamo dalle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARSCoV-2/COVID-19” che durante la seconda fase di vaccinazione il personale delle polizie locali, il personale educativo-scolastico e dei servizi essenziali è destinatario di una eventuale priorità nella fascia di popolazione compresa tra i 18 e i 54 anni (categoria 6). Si prevede, inoltre, che la vaccinazione dei soggetti rientranti in questa fascia anagrafica avverrà con il vaccino AstraZeneca e potrà procedere in parallelo a quella dei soggetti prioritari della prima fase (con i vaccini a mRNA). L’aspetto problematico di questa indicazione è che, nell’ambito delle stesse famiglie professionali, si genererà così l’effetto di un irragionevole divaricazione nella tutela sanitaria indipendentemente dal grado di esposizione al contagio, e per dì più proprio a sfavore del personale che presenta un’ età più elevata. Peraltro è opportuno sottolineare che proprio nella fascia 55-65 anni è concentrata la maggior parte della popolazione lavorativa impegnata nelle attività in oggetto, questo a causa delle politiche di limitazione delle assunzioni adottate in questi anni e di un regime pensionistico meno favorevole.

Alla luce di quanto sopra esposto e in considerazione del fatto che come prevede lo stesso documento dell’8 febbraio 2021 “le raccomandazioni su gruppi target a cui offrire la vaccinazione saranno soggette a modifiche e verranno aggiornate in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni disponibili”, siamo a evidenziare che non è accettabile un ulteriore ritardo e rinvio nella vaccinazione del personale degli enti locali e in primo luogo per quello di Polizia Locale, dei servizi educativi- scolastici e dei servizi sociali. Ribadiamo la necessità di accordare, in sede di modifica delle raccomandazioni, un criterio di priorità per la polizia locale, per il personale educativo-scolastico e per il personale dei servizi sociali anche all’interno della categoria 5 (fascia 55-69 anni).