POLICLINICO UMBERTO I. Dopo sciopero OSA, ora è stato di agitazione di tutti i dipendenti

Dopo lo sciopero e la manifestazione che hanno riguardato i dipendenti della cooperativa OSA lo scorso 14 dicembre, ora tutto il personale del Policlinico si unisce per protestare contro una situazione profondamente complicata che, come spesso accade, rischia di ripercuotersi proprio sugli incolpevoli lavoratori. Con 700 posti di lavoro a rischio, salari in bilico e accordi disattesi, infatti, crediamo che sia arrivato il momento di voltare pagina con un unico obiettivo: cambiare passo. Il Policlinico va rilanciato dopo anni di errori gestionali che hanno causato una situazione insostenibile, errori che stanno mettendo in crisi l’organizzazione della più grande azienda sanitaria del paese. Ecco perché dopo l’avvio della mobilitazione dei lavoratori OSA, è partito anche lo stato di agitazione riguardante tutto il personale del Policlinico Umberto I. Si tratta di una scelta necessaria, a nostro modo di vedere, per ricentrare tutto il sistema, a partire dagli accordi disattesi. A settembre, infatti, era stato firmato un accordo per far ripartire l'azienda. Ma all’impegno dei lavoratori non è seguita alcuna risposta da parte dell’amministrazione. La riorganizzazione del personale continua ad essere decisa in modo errato e unilaterale, sul regolamento della performance aziendale non si fanno passi avanti, sulla contrattazione non si rispettano né le regole né i tempi, con il rischio di una sospensione generalizzata del salario accessorio. Di fronte a questo quadro a dir poco critico, risulta chiara ed evidente la necessità di mettere un freno ed invertire la rotta. E se qualcuno avesse pensato che con la nuova direzione le cose sarebbero cambiate, avrebbe purtroppo sbagliato di molto. La direzione, infatti, ha dato continuità al passato non producendo, di conseguenza, alcun miglioramento. Ecco, dunque, che lo stato di agitazione diventa un passaggio necessario per chiedere a gran voce una vera riorganizzazione del lavoro, una seria politica per la produttività e misure concrete per valorizzare le competenze e far ripartire i percorsi di cura e assistenza. Tutto questo, ovviamente, va aggiunto come è noto alla situazione della coop OSA, con i lavoratori che, dopo anni di servizio, vedono il proprio posto di lavoro a rischio, per la mancanza di criteri certi nella gestione del personale. Non accettiamo che l’azienda continui a rinviare il confronto e non si assuma l’impegno a tutelare i lavoratori ed elevare i livelli di assistenza. E la Regione Lazio non può rimanere a guardare. Se non verremo ascoltati e non avremo riscontri, porteremo la protesta ad un livello successivo, attraverso tutte le iniziative di mobilitazione necessarie. Ora basta, vogliamo risposte e fatti concreti per i lavoratori del Policlinico!

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