PUBBLICO IMPIEGO. Basta strumentalizzazioni, vogliamo rispetto per i lavoratori

Purtroppo siamo abituati a sentir parlare dei dipendenti pubblici in maniera fuorviante e strumentale. Spesso abbiamo dovuto fare i conti con processi mediatici generalisti figli del peggior giustizialismo pressapochista contro il motore della macchina pubblica di questo Paese. Altrettanto spesso ci siamo ritrovati a dover precisare che, come UIL FPL, ci costituiremo parte civile contro i cosiddetti furbetti e fannulloni, una percentuale di lavoratori comunque minima rispetto alle centinaia di migliaia di dipendenti pubblici ligi al dovere ed onesti. Ecco perché rimaniamo negativamente colpiti dall’atteggiamento del Governo, che dopo aver per mesi speso parole positive nei confronti del pubblico impiego, prendendo anche impegni verbali, si muove in maniera opposta promuovendo una misura che mette in discussione la buona fede dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Come ha spiegato il Segretario Confederale UIL con delega al Pubblico Impiego, Antonio Foccillo, infatti, il DDL concretezza che ha ricevuto il primo sì da parte del Senato, pur avendo alcuni contenuti apprezzabili, dimostra come, ancora una volta, l’ennesimo Governo punti il dito contro i pubblici dipendenti prevedendo controlli biometrici di rilevazione delle impronte digitali e l´utilizzo di nuovi sistemi di video sorveglianza in sostituzione di quelli a rilevazione automatica delle presenze ora in uso. Si continuano, dunque, a demonizzare i dipendenti pubblici, nonostante le statistiche parlino chiaro. “I cosiddetti furbetti del cartellino - ha spiegato Foccillo - sono solo una piccolissima parte della Pubblica Amministrazione, 89 contestazioni derivanti da falsa attestazione della presenza in servizio, su una platea lavorativa di circa 3 milioni! Dal canto nostro, siamo del parere che chi sbaglia debba pagare, ma non è giusto che tutti paghino per pochi addetti che non compiono il loro dovere e non è giusto che si mascherino i veri problemi della Pubblica Amministrazione focalizzandosi, come già avvenuto in passato, su questo falso problema. Inoltre, emerge un altro aspetto che ci lascia a dir poco interdetti: l´inserimento nel DDL della possibilità di pagare i premi di risultato dei pubblici dipendenti con Btp statali. Se fosse confermato la risposta non potrebbe che essere molto forte da parte dei lavoratori pubblici.” Dopo quasi dieci anni di blocco contrattuale e con i contratti della dirigenza ancora da sottoscrivere non è di certo questa la strada e la risposta che ci aspettiamo e che si aspettano i lavoratori che ogni giorno, nonostante le continue e generali criminalizzazioni e nonostante i blocchi contrattuali, offrono servizi alla cittadinanza. Ora basta, vogliamo riscontri concreti per i dipendenti pubblici!

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