PUBBLICO IMPIEGO. Stop alla demagogia, si investa sullo sblocco del turn over

Per quanto risulti grottesco pensarlo, ancora una volta assistiamo ad un nuovo e sempre più stucchevole attacco mediatico al pubblico impiego, attacco strutturato attraverso il già noto paradigma che generalizza rispetto all’assenteismo e ai furbetti. In altre parole demagogia spicciola che poco ha a che vedere con i numeri che parlano di pochi casi rispetto a milioni di lavoratori onesti che mandano avanti ogni giorno la macchina pubblica. Il pretesto, in questo caso, è il DDL Concretezza con la possibile sostituzione del cartellino con i nuovi sistemi di rilevazione biometrica dell’identità prevista dopo il via libera della Commissione Affari Costituzionali e Lavoro e la discussione generale partita da questa settimana alla Camera dei Deputati. Rispetto a questa cosa, come sempre, sposiamo le sagge considerazioni di Antonio Foccillo, Segretario Confederale della UIL con delega al pubblico impiego. “Come UIL, teniamo a precisare che questa misura, oltre che sproporzionata, anche sulla base dei numeri che dimostrano la marginalità del fenomeno delle false attestazioni in servizio, sia contestuale, e non alternativa, rispetto al possibile utilizzo di strumenti di video sorveglianza dei dipendenti. In più, sottolineiamo come l’azione repressiva del provvedimento preveda anche l’introduzione di un nuovo organismo di controllo, il Nucleo di concretezza, anche questo aggiuntivo rispetto agli organismi già esistenti. Ci troviamo ancora una volta a dover fronteggiare un’idea chiaramente sbagliata di efficientamento, che pretende erroneamente di rilanciare la pubblica amministrazione attraverso interventi legislativi repressivi che, nei fatti, non fanno che ledere l’immagine dei suoi lavoratori. Tra l’altro, le misure in commento non sono a invarianza di costi e, pertanto, come UIL, riteniamo molto più opportuno investire queste risorse, dapprima, nell’immediato sblocco del turn over e, immediatamente dopo, in un piano di investimenti sugli organici delle nostre istituzioni, ridotte al collasso dopo anni di tagli e mancate assunzioni. L’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa non passa di certo da controlli sempre più precisi, da controllori sempre più invasivi e da sanzioni sempre più gravose ma, come ribadiamo ormai quasi in uno slogan, da investimenti che coprano i vuoti organici, che consentano il tanto atteso ricambio generazionale, che formino il personale in servizio e che garantiscano loro strumenti adeguati ad offrire servizi puntuali ed equi alla cittadinanza.” Risulta ovvio, dunque, che per cercare di rendere sempre migliore la situazione attuale nella Pubblica Amministrazione, si dovrebbe investire sul personale e, di conseguenza, sul futuro di tutto il sistema e non porgere il fianco a chi fa della demagogia l’unica arma a propria disposizione.

 

 

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