RESTIAMO UMANI. Quando il dramma occupazionale aggrava quello umanitario

Restiamo umani e salviamo il futuro di tutti, anche dei lavoratori del Cara di Castelnuovo di Porto. Già, i lavoratori. Persone spesso dimenticate mentre si parla di principi umanitari sacrosanti nei dibattiti televisivi. Mettere in discussione il domani di chi con il proprio operato promuove integrazione e vera assistenza a chi cerca un rifugio nel nostro paese è davvero inaccettabile eppure il rischio concreto che questo accada esiste. Mancano pochi giorni, ormai potremmo addirittura parlare di ore, alla chiusura del Cara e senza un intervento risolutivo del Governo circa 120 persone andranno a casa, perdendo un lavoro e rendendo ancor più terribile una vicenda di per sè molto triste. Parliamo di addetti alle pulizie, addetti alla distribuzione, magazzinieri, autisti, assistenti sociali, psicologi, infermieri, dottori, mediatori linguistici, insegnanti di lingue, informatori normativi e amministrativi che dal prossimo venerdì rischiano di perdere il posto di lavoro. Ecco perché mentre tutti insieme parliamo di dramma sociale ed umanitario noi continuiamo a gridare con forza la nostra indignazione e contrarietà rispetto a quello occupazionale che sta effettivamente per verificarsi. Rispetto a questo, dunque, non solo chiediamo un intervento immediato da parte del Governo, intervento che abbiamo richiesto a gran voce sotto la sede del Cara di Castelnuovo di Porto prima e del Ministero dello Sviluppo Economico subito dopo, ma anche una sensibilizzazione maggiore sul tema a livello mediatico. Durante la scorsa settimana siamo scesi in campo prepotentemente su questo, cercando di far passare su qualsiasi mezzo di informazione il dramma che vivono gli operatori del centro in virtù di questa situazione. Tuttavia questo non basta, soprattutto vista la delicatezza di queste ore. Restare umani, infatti, significa anche capire cosa significhi per 120 persone rimanere senza lavoro. Ecco per quale ragione noi ribadiamo che non arretreremo di un centimetro fino a che non arriveranno risposte concrete dalla politica in merito. Nei prossimi giorni ci sarà un tavolo che dovrà cercare di risolvere la situazione e, di conseguenza, salvaguardare i posti di lavoro. In questa occasione noi ci saremo e porteremo la voce dei lavoratori e di tutte le persone coinvolte in questa vicenda al Governo. Il 31 gennaio è vicino e questa occasione non dovrà essere persa da parte della politica. Comunque vada noi non ci fermeremo e continueremo a lottare per difendere il futuro di tutti, consapevoli del fatto che nessuno ha il diritto di mettere in ginocchio chi con il proprio lavoro crea vera accoglienza. La UIL FPL c’è e ci sarà per scongiurare un disastro occupazionale ed umanitario creato dall'insensibilità di una politica arida.

 

 

il Volantino III V febbraio

il Volantino III IV febbraio

il Volantino III III gennaio

il Volantino III II gennaio