Riprendiamoci il contratto, per il diritto a un salario dignitoso! Le nostre rivendicazioni per lo sciopero del 9 dicembre 2020. Rinnoviamo la PA.

19 Dic 2020

Oltre 3,2 milioni di lavoratrici e lavoratori pubblici hanno il contratto scaduto da due anni. La pandemia ha dimostrato che il lavoro pubblico è fondamentale per garantire diritti ai cittadini e far crescere il paese. Per queste ragioni i servizi pubblici vanno rafforzati e nel lavoro pubblico occorre investire! Chiediamo al governo più risorse per migliorare la qualità del lavoro attraverso un rinnovo dei contratti 19/21 di tutti i lavoratori pubblici fortemente innovativo.

RIORDINO DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE PROFESSIONALE. Perché è necessario garantire il giusto riconoscimento del lavoro svolto dai dipendenti pubblici e accogliere nuove competenze nelle pubbliche amministrazioni dinamizzando le carriere.

RISOERSE PER LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE. Per avere personale più qualificato e all’altezza delle sfide dell’innovazione, della digitalizzazione e della riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, la formazione continua deve essere un diritto per tutti i lavoratori.

RETRIBUZIONI. A tutti i dipendenti pubblici i salari sono stati bloccati per 10 anni, nel 2018 finalmente si era rinnovato il contratto collettivo che tuttavia era già scaduto! Ora siamo alla fine del triennio del nuovo contratto che è scaduto da due anni e le risorse sono insufficienti. Chiediamo che il CCNL 19/21 garantisca a tutti i dipendenti pubblici della sanità, delle funzioni locali e delle funzioni centrali il consolidamento dell’indennità di vacanza contrattuale, di stabilizzare l’elemento perequativo e di finanziare la riforma del sistema di classificazione professionale. Le risorse stanziate ad oggi non garantiscono queste voci della retribuzione e prefigurano salari molto inferiori al contratto 16/18.

Altro che 107 euro annunciati sui giornali. Quella è la media degli aumenti considerando le retribuzioni dei dirigenti! Se il Governo non mette in sicurezza parte della retribuzione che ad oggi e nelle nostre buste paga il paradosso sarà che perderemo parte di ciò che già percepiamo, arrivando ad avere in busta paga per alcune categorie la metà dell’aumento del 2018!

Per tutte queste ragioni chiedevamo e chiediamo al Governo un confronto: per mettere al riparo il CCNL 19/21 da ingiustizie e iniquità, altro che privilegi!

Ricordiamoci che questa è l’ultima legge di bilancio del triennio 19/21 che può finanziare il CCNL, che il governo ad oggi non si è mai confrontato su questo con le organizzazioni sindacali e che essendo noi lavoratori dei servizi essenziali anche rivendicando i nostri diritti garantiremo servizi ai cittadini!

Riprendiamoci il Contratto, mobilitiamoci per dire al governo che il lavoro pubblico va riconosciuto e il personale sanitario, quello delle autonomie locali, quello delle amministrazioni centrali ha diritto a salari dignitosi!