RSU, è stato particolarmente complesso pervenire all’ipotesi di accordo

22 Nov 2021

[dalla Segreteria Nazionale UIL FPL]

In data 16 novembre 2021 è stata sottoscritta l’ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale Quadro in  materia di costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti delle pubbliche  amministrazioni e per la definizione del relativo regolamento elettorale. 

Va detto, in premessa, che, prima di procedere alla sottoscrizione definitiva dell’Intesa, l’Aran dovrà  avviare l’iter per l’approvazione dell’ipotesi di accordo, trasmettendo gli atti, corredati dalla  documentazione necessaria, a partire dalla relazione tecnica, ai Comitati di settore e al Governo, e poi  successivamente alla Corte dei Conti. È chiaro, quindi, che , in considerazione della non prevedibilità della  sottoscrizione definitiva dell’ ipotesi, la stessa avrà effetto sulla procedura elettorale, relativa al rinnovo  della RSU, solo a condizione che l’intesa definitiva avvenga entro la data di annuncio della procedura  elettorale. Del resto, data la complessità della trattativa, che ha messo mano ad un accordo, fermo da oltre  un ventennio e ha visto una moltitudine di attori al tavolo di trattativa, confederazioni e categorie, va rilevato che è stato particolarmente complesso pervenire all’ipotesi di accordo. 

In caso , quindi, di approvazione oltre la data di annuncio, si andrà alle elezioni con la vecchia e  l’intesa dipanerà i suoi effetti , a partire dalla successiva tornata contrattuale. Altro aspetto che riteniamo  opportuno chiarire è che l’intesa sostituisce integralmente l’ACQ del 7 agosto 1998 e, tutti gli accordi che,  successivamente, sono intervenuti su tale testo negoziale ( art.37 dell’ipotesi). 

Da rilevare , però, ad evitare equivoci interpretativi, che contestualmente alla sottoscrizione definitiva, su  richiesta sindacale di attivazione del tavolo per gli accordi integrativi di comparto ( comma 2 art.37),restano  in vigore gli accordi integrativi stipulati, ai sensi dell’art.2, Parte I, ACQ 7 agosto 1998, ovvero:

a) Sanità-Accordo del 16 ottobre 1998; 

b) Regioni ed autonomie locali – l’Accordo del 22 ottobre 1998. 

Fatte queste necessarie premesse, entriamo nel merito dei contenuti dell’intesa. Il testo  contrattuale racchiude, aggiornandola, l’intera disciplina vigente in materia di elezioni RSU. L’accordo, che  si articola in due sezioni, disciplina da in lato le modalità di costituzione e funzionamento delle RSU,  offrendo soluzioni alle problematiche presentatesi con maggiore frequenza, quali , ad esempio, la  composizione delle RSU, le cause di decadenza, le modalità di adozione delle decisioni, l’individuazione di  un Comitato di coordinamento , nell’ipotesi di RSU con oltre 30 componenti; dall’altro riorganizza ed  aggiorna il regolamento elettorale anche alla luce delle esperienza maturata nelle passate tornate  elettorali. In sintesi, seguendo l’ordine dell’articolato , i punti principali: 

  • Previsione della possibilità di integrare l’accordo di comparto attraverso la costituzione di un’unica  rappresentanza per i dipendenti di diverse amministrazioni, che occupino sino a 15 dipendenti o, in  alternativa, introducendo, in deroga al comma 1, un diverso numero minimo di lavoratori per poter  procedere alle elezioni RSU. Questo ci consentirebbe di risolvere l’annoso problema dei Comuni di  piccole dimensioni, dove spesso non riusciamo a presentare le liste o non si raggiunge il numero  legale per la costituzione delle RSU; 
  • In merito all’elettorato passivo, sono eleggibili i lavoratori a tempo determinato, in servizio alla data  di inizio della procedura elettorale ( annuncio), il cui contratto a termine abbia una durata  complessiva di almeno 12 mesi ed in ogni caso non si concluda prima del 31 dicembre dell’anno in  cui si procede al rinnovo della RSU. Sappiamo che tale modifica amplia la platea dei precari che  possono votare ( elettorato attivo) ed essere eletti(elettorato passivo), in modo particolare in  riferimento ai tanti operatori sanitari, assunti con contratti a tempo determinato per l’emergenza  Covid, alle norme contenute nella legge di bilancio e ai lavoratori degli Enti locali, a partire dai  precari dei comuni del cratere o terremotati. 

Fondamentale quindi prestare attenzione al tema dei precari, ma va detto che già da tempo le  nostre strutture regionali e territoriali stanno lavorando nella direzione di garantire adeguate tutele, con  l’obiettivo della stabilizzazione.

Da sottolineare anche l’aggiornamento e le integrazioni introdotte in riferimento alle norme sulla  decadenza. Per quanto riguarda la durata e sostituzione dell’incarico, infatti, s’ introduce una disciplina che  modifica e chiarisce le cause di decadenza. 

Si stabilisce, inoltre, la necessità per la RSU di munirsi di proprio regolamento interno, prevedendo  in caso di RSU con più di 30 componenti l’obbligo di dotarsi di un regolamento di funzionamento e la  nomina di un Comitato di coordinamento, che di norma non deve superare i 15 componenti, composto  sulla base del principio di proporzionalità e inclusività. 

S’introduce una novità importante nella procedura per la presentazione delle liste . Di fatto viene  introdotta la possibilità di presentazione della lista, corredata dai modelli allegati all’accordo e di cui al  comma 1- art.18, attraverso l’invio tramite Posta Elettronica Certificata( PEC del mittente) all’indirizzo PEC  dell’amministrazione ( o alla posta elettronica ordinaria), dedicato alle relazioni sindacali o, comunque, alla  gestione del personale. Quest’aspetto va incontro al superamento di una difficoltà oggettiva, spesso  evidenziata dalle nostre strutture, legata al raggiungimento di Enti di limitate dimensioni, parcellizzati sul  territorio, con distanze chilometriche elevate, problemi morfologici e a, volte , in presenza di calamità  naturali, impossibili da raggiungere. 

Anche rispetto all’attribuzione dei seggi, fermo restando l’utilizzo del criterio proporzionale la  definizione del quorum viene calcolato dividendo il numero dei seggi previsti per il numero dei voti validi,  modificando la precedente norma che utilizzava, nella definizione del quorum, il numero dei votanti.  Chiaramente queste sono solo alcune tra le novità introdotte dall’ipotesi di intesa e riteniamo opportuno  rinviare alla lettura del testo, che alleghiamo alla presente nota, riservandoci, anche attraverso un webinar  o una diretta facebook, di approfondirne i contenuti . 

Ora, l’Aran, in applicazione di quanto previsto dall’art. 16 dell’ipotesi, convocherà le organizzazioni  sindacali confederali, rappresentative nei comparti di contrattazione, per concordare in un apposito  protocollo il calendario elettorale, che dovrà contenere oltre alla data dell’annuncio delle elezioni da parte  delle organizzazioni sindacali, le date riferite all’espletamento delle procedure per la raccolta delle firme, la  presentazione delle liste, la costituzione della Commissione elettorale ecc… e soprattutto le date in cui si  terranno le votazioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie. 

Vi terremo informati sugli ulteriori sviluppi.