San Giovanni Addolorata. La UIL FPL Roma e Lazio accende i riflettori su uno dei nosocomi romani

Negli ultimi giorni su diversi organi di stampa a livello romano e laziale è stata trattata la denuncia arrivata dalla UIL FPL Roma e Lazio rispetto alla situazione attuale presso l’Ambulatorio Oncologico dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata, dove i pazienti sono costretti a subire sulla propria pelle lo scotto di un’organizzazione a dir poco carente, come accade anche ai lavoratori, che nonostante ciò continuano ad offrire un servizio di qualità con grande professionalità. La denuncia della UIL FPL, fatta attraverso le parole del Segretario Regionale, Massimo Mattei, nasce da sopralluoghi e soprattutto da confronti diretti con i pazienti che si recano presso l’ambulatorio in questione per le rispettive terapie. Da qui abbiamo riscontrato una serie di problematiche molto gravi, a partire dagli inaccettabili ritardi che gli utenti subiscono proprio nella somministrazione delle terapie di cui sopra. È ovvio che per quanto ci riguarda questa situazione non può assolutamente andare avanti, in quanto riteniamo di gravità inaudita il fatto che i pazienti di un reparto tanto delicato debbano fare i conti con lunghe attese, figlie di problemi che vengono denunciati ormai da tempo da questa organizzazione. Il riferimento è diretto ad un organico certamente non adeguato a fronteggiare tutte le esigenze di un reparto cruciale, a partire dalla preparazione delle galeniche, operazione che in questo momento rappresenta una criticità non indifferente per il personale ambulatoriale, soprattutto pensando ai carichi di lavoro raddoppiati dopo la convenzione stipulata con il Policlinico Tor Vergata, che avrebbe previsto la preparazione delle galeniche anche per il PTV, al di fuori dell’orario di lavoro ordinario da svolgere presso l’Ambulatorio Oncologico dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata. Ad oggi, tuttavia, questo non accade e le galeniche per entrambe le strutture vengono preparate durante il servizio ordinario, contravvenendo a quanto garantito dalla convenzione. A questo dobbiamo aggiungere i rischi relativi alla sicurezza nell’espletamento di tale servizio, rischi peraltro rappresentati dalla UIL FPL direttamente al Dipartimento della prevenzione della ASL Rm1, e quelli concernenti una prossima ulteriore diminuzione della forza lavoro visto il termine, fissato per la fine del mese in corso, della convenzione con il Policlinico Militare Celio, che ha portato presso l’Ambulatorio Oncologico in questione 3 infermieri. Cosa vogliamo? Che si intervenga per fare in modo che l’utenza riceva assistenza in maniera dignitosa e che i lavoratori possano operare in condizioni migliori di quelle attuali. La sanità ha bisogno di fatti. È giunta l’ora che chi di dovere scenda in campo per risolvere un problema reale che affligge uno dei reparti più delicati di uno dei più noti nosocomi romani.

 

 

 

 

il Volantino III XIX luglio

il Volantino speciale8giugno

il Volantino III XVII maggio

il Volantino III XVI maggio