Sanità Lazio, prorogati al 31 dicembre 2022 i contratti del personale Covid

3 Nov 2021

Sono circa 5 mila gli operatori sanitari assunti a tempo determinato per l’emergenza Covid. L’accordo prevede inoltre il rafforzamento della sanità territoriale, la prosecuzione dell’attività svolta dalle unità speciali di continuità assistenziale e che la Regione provveda alla programmazione delle procedure concorsuali che dovranno anche prevedere nei bandi l’applicazione dei criteri di valorizzazione della esperienza acquisita.

“La Regione Lazio e le Organizzazioni Sindacali nel ritenere prioritario il rafforzamento del Sistema sanitario regionale ed il necessario personale hanno sottoscritto l’accordo che prevede la proroga fino al 31 dicembre del 2022 del personale assunto a tempo determinato per l’emergenza Covid”. Ne dà notizia l’assessore alla Salute, Alessio D’Amato, in una nota.

“Un’accordo importante che riguarda una platea di circa 5 mila operatori sanitari e che risponde alla necessità di garantire i servizi assistenziali durante tutta la fase pandemica e l’erogazione dei servizi necessari per la gestione post pandemica. La stagione post-Covid deve essere caratterizzata da contratti a tempo indeterminato e il Governo deve adottare tale riforma. È inoltre necessario rivedere il parametro della spesa del personale fermo a 17 anni fa. Una vera e propria era geologica che non ha alcuna giustificazione” ha commentato D’Amato.

“Il ricorso alle assunzioni a tempo determinato ha permesso di fronteggiare la fase del Covid che ha colpito duramente la nostra Comunità – ha concluso l’assessore –. Ora non dobbiamo disperdere queste risorse preziose per tutto il sistema, ma valorizzare le professionalità acquisite eliminando le condizioni di precarietà”.

COMUNICATO SINDACALE

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: “Diamo sicurezza ai lavoratori della sanità in attesa che il Governo faccia una legge”

Valorizzazione delle professionalità presenti e vicinanza territoriale ai cittadini per una migliore offerta sanitaria. Questo il fulcro dell’accordo raggiunto dai sindacati e dalla Regione Lazio che prevede la proroga dei precari del Servizio Sanitario Regionale impiegati nel periodo di pandemia nei reparti Covid, ed al contempo il rilancio del sistema sanitario regionale con una rete territoriale più ampia e diffusa rivolta sempre più alla prossimità nella cura del cittadino.

“Nel breve periodo, – affermano Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – oltre a continuare a fronteggiare la pandemia, con l’impegnativa campagna vaccinale Covid e ordinaria, si dovrà affrontare e gestire la fase post pandemia lavorando per ridurre i tempi di attesa e anche recuperando le prestazioni che non si sono potute erogare in fase pandemica; nel medio/lungo periodo il rafforzamento dovrà essere dedicato alla sanità territoriale per incrementare i servizi di presa in carico, prevenzione e diagnosi precoce delle patologie e nell’assistenza post ospedaliera soprattutto delle fasce d’età più avanzate”.

Secondo i sindacati, per restituire alla platea dei cittadini un modello più coerente e vicino alle esigenze dei territori, occorre però ripartire da coloro che hanno garantito in questo periodo la tenuta dei servizi sanitari. Fondamentale evidenziano nell’accordo Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio “per non disperdere l’esperienza e la professionalità acquisita dal personale assunto con contratto di lavoro di natura subordinata a tempo determinato nel periodo pandemico, la previsione , prima di tutto, di una proroga fino al 31 dicembre 2022 e, nel frattempo, l’impegno ad attivare forme di stabilizzazione del personale, nel rispetto dei presupposti e dei requisiti richiesti dal legislatore statale, ciò anche considerando i percorsi di re-internalizzazione già in atto”.

Infine l’auspicio di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio: “La Sanità pubblica è un presidio di democrazia nei territori. Per questo auspichiamo che il Governo,  anche alla luce degli accordi che stiamo sottoscrivendo qui nella Regione Lazio e che riteniamo sia replicabile anche in altri territori e realtà, proceda a definire una norma che permetta una rapida stabilizzazione delle tante lavoratrici e lavoratori precari che operano nel Servizio Sanitario nazionale. La richiesta forte che avanziamo è che non ci sia più precariato in sanità”.