Sanità Privata, mobilitazione ormai quotidiana verso l'attivo nazionale del 15 aprile

Abbiamo protestato ogni giorno presso le strutture sanitarie private per oltre un mese, ora vogliamo alzare ancora di più il livello. Si è trattato di una mobilitazione, comunque, molto forte e decisa sin dall'inizio, che ha portato allo sciopero regionale dello scorso dicembre, e che è ripartita quando, nei primi mesi dell’anno, ARIS e AIOP, le due associazioni che rappresentano la gran parte dell’imprenditoria privata in sanità, hanno rifiutato di mettere anche solo un euro nel rinnovo del contratto nazionale. 

In gioco il futuro di 300mila lavoratori in tutta Italia, 25 mila nel Lazio, che ogni giorno mettono al servizio della salute di tutti noi la loro competenza. Ancora oggi tanti sono precari o con contratti pirata e lavorano in condizioni difficili, aggravate anche da eccessivi carichi di lavoro e turni estenuanti. Sono infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e tante altre professionalità che non hanno ancora visto, rispetto ai colleghi del pubblico, il giusto riconoscimento salariale, un avanzamento delle tutele e dei diritti, un percorso certo di crescita professionale. Sono penalizzati, tra l’altro, nella formazione, come nella regolamentazione dei permessi e delle malattie dei figli.

“La mancanza di un adeguamento normativo ed economico nel contratto, fermo da 12 anni - hanno dichiarato in una nota odierna i Segretari Generali di Roma e Lazio di UIL FPL, FP CGIL e CISL FP - è una vergogna, e lo stiamo dicendo con forza, ogni giorno. Alle responsabilità della Regione, cui chiediamo di portare avanti l’impegno a regolamentare meglio il sistema dell’accreditamento e a lavorare per la trasparenza dei bilanci delle strutture accreditate e per fare ordine nei contratti applicati, aggiungiamo l’inaccettabile atteggiamento delle parti datoriali. Rendersi indisponibili a versare una quota parte di risorse per il rinnovo dei lavoratori che effettivamente erogano le prestazioni e contribuiscono ai profitti, in alcuni casi milionari, delle proprietà private vuol dire scaricare i costi sul pubblico e tenere per sé i guadagni: è irresponsabile e offensivo, soprattutto quando si parla di servizi alla salute”.

L'appuntamente, dunque, ora è fissato per il prossimo 15 aprile, giorno in cui faremo il punto sulla vertenza a livello nazionale con l’attivo unitario a cui parteciperanno i segretari nazionali Barbagallo, Landini e Furlan. Da lì si aprirà una nuova fase della mobilitazione non solo nella nostra regione, ma per tutti i territori. Vogliamo il contratto e lo otterremo!

12 aprile 2019