Sanità pubblica del Lazio. Per un rilancio credibile si deve investire sul personale di comparto

Se oggi esiste una speranza di rilancio per la sanità pubblica del Lazio, molto lo si deve ai Sindacati e alle battaglie messe in campo per dire basta alla precarizzazione del lavoro e al blocco del turn over nel Servizio Sanitario Regionale. Per questo negli anni abbiamo chiesto con forza alle Giunte succedutesi un intervento che portasse a migliaia di stabilizzazioni e nuove assunzioni senza le quali i servizi sarebbero presto andati in tilt. Tenendo presente questo punto, dunque, non possiamo che accogliere in maniera favorevole le dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che parlano di investimenti sulle risorse umane e più precisamente di circa 5000 nuove assunzioni, distribuite tra personale medico, infermieristico e delle professioni. Partendo da questo, tuttavia, come UIL FPL Roma e Lazio, abbiamo pubblicamente indicato alcune integrazioni necessarie per rendere tale intervento ancora più incisivo, a partire dalla distribuzione effettiva di questo futuro personale. Stando alle dichiarazioni stampa di D’Amato, infatti, di queste 5000 nuove unità, circa la metà sarebbe individuata tra personale medico sia generale, che pediatrico e specialistico. Noi dal canto nostro crediamo che, partendo dall’imprescindibilità dei medici sul territorio, sia necessario uno sforzo ulteriore su tutto il personale delle professioni sanitarie che con il proprio lavoro quotidianamente garantisce il diritto alla salute dei cittadini. In particolare ci riferiamo al settore infermieristico, visto che i dati OCSE, purtroppo, vedono l’Italia all’ultimo posto per quanto riguarda l’assistenza infermieristica tra i paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L’unico modo, a nostro avviso, per invertire questa rotta a partire dal Lazio, è quello di individuare le reali esigenze assistenziali e procedere ad una eventuale integrazione sui numeri delle assunzioni del personale infermieristico e delle altre professioni sanitarie. In questo modo si riporterebbero i rapporti dell’assistenza a livelli accettabili, evitando il ricorso nel prossimo futuro ad esternalizzazioni e nuove assunzioni di personale precario. Siamo certi che il processo di crescita passi anche da qui e siamo sicuri del fatto che condividendo tale percorso con le parti sociali, la Regione riuscirà a mettere a punto un piano davvero in grado di far fare un salto di qualità alla sanità pubblica del Lazio. Ecco per quale motivo auspichiamo che un confronto in merito parta in maniera celere, facendo così in modo di avviare il processo assunzionale nel più breve periodo possibile. Attendere ulteriormente significherebbe aggravare ancor di più la situazione attuale, che vede una forte carenza di personale ed un’età media fin troppo elevata degli operatori del Servizio Sanitario Regionale.

 

 

 

 

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