Sanità Pubblica Lazio, la Regione ci convochi subito o sarà mobilitazione

Questa settimana, iniziata con aria di tempesta su tutta la Regione, non sembra portare buoni auspici nemmeno per quanto concerne altri ambiti che poco hanno a che vedere con la meteorologia. Ci è giunta, infatti, una notizia assolutamente infausta per quanto riguarda l'applicazione del Contratto Nazionale della Sanità nella nostra Regione. Parliamo del rinvio a data da destinarsi dell'incontro fissato per domani tra Sindacati e Regione, un tavolo peraltro previsto dall'art. 6 del contratto attualmente in vigore. 

Si tratta di un rinvio che ci lascia assolutamente sconcertati, anche perché arriva dopo ben 5 mesi dalla sottoscrizione del contratto, un lasso di tempo enorme che ci ha visto richiedere più e più volte la convocazione del tavolo stesso anche per iscritto. In questo modo, infatti, si viene meno ad uno specifico, e molto importante, punto del contratto della sanità ed è per questo che come UIL FPL Roma e Lazio, insieme a FP CGIL e CISL FP di Roma e Lazio, abbiamo inviato una nota congiunta alla Regione (che potrete scaricare dal link in fondo alla pagina)in cui si esprime disappunto per il rinvio ulteriore del tavolo, chiedendo di fissare una nuova data in tempi brevissimi.

Tutto questo per un motivo molto semplice. Noi crediamo che sia di grande rilevanza attivare un tavolo di confronto in merito, soprattutto per dare risposte ai lavoratori che negli ultimi 10 anni hanno vissuto e lavorato in condizioni di grave difficoltà, complice anche l'era del Commissariamento della Sanità regionale e del piano di rientro, due aspetti che hanno di fatto impedito lo sblocco del turn over ed una crescita di tutto il SSR. Per non parlare, poi, delle conseguenze che tutto ciò ha apportato sulle tasche dei lavoratori, che non hanno ricevuto i migliori trattamenti salariali come invece è accaduto in altre Regioni d'Italia. Ecco perché riteniamo che sia cruciale tornare a confrontarci su questi temi seguendo i dettami contrattuali.

In virtù di tutto questo ed al fine di difendere i diritti dei lavoratori che quotidianamente rappresentiamo, abbiamo unitariamente comunicato alla Regione che se non arriverà una convocazione entro 8 giorni a partire da ieri, i Sindacati non potranno fare altro che pensare ad ogni iniziativa utile a contrastare tale comportamento antisindacale, non escludendo una mobilitazione di tutti i lavoratori del settore. Non permetteremo che i problemi dei lavoratori e della sanità pubblica del Lazio vengano snobbati in questa maniera!

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30 ottobre 2018