SCIOPERO GENERALE. L’8 novembre i lavoratori CUP del Lazio scendono in piazza

Fuori tempo massimo non è affatto un’espressione esagerata se si parla dei cambi appalto che riguardano centinaia di lavoratori dei CUP che operano nelle diverse Aziende Sanitarie della nostra Regione. La situazione, infatti, è quanto mai complicata dopo gli accordi raggiunti a livello centrale con la Regione, accordi che in teoria avrebbero dovuto aprire un percorso di cambi appalto con ampie garanzie per tutti i lavoratori. Ad oggi, invece, le difficoltà che stiamo riscontrando sono tante, troppe, ed è per questo che abbiamo deciso unitariamente alle altre sigle sindacali coinvolte di lanciare un messaggio chiaro alle Cooperative e alla Regione: posti di lavoro e salari non si toccano, non accetteremo passi indietro rispetto alle condizioni messe nero su bianco nelle intese delle scorse settimane in merito. Al momento, invece, ci troviamo a fare i conti con parti datoriali che non danno garanzie sui salari, sull’anzianità di servizio e articolo 18. Nel contesto dei cambi appalto, dunque, ci siamo trovati a fare i conti con una situazione inaspettata, con un cambio di rotta piuttosto netto soprattutto sulle risorse economiche da garantire ai lavoratori, nonostante la Legge Regionale da poco entrata in vigore. La Regione Lazio, infatti, in barba agli accordi e alla deliberazione legislativa già citata, riguardante le ‘disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale’, continua ad essere completamente latitante in tal senso. Di fronte a questo ci opponiamo con forza e chiariamo che non ci fermeremo finché i patti non saranno rispettati da tutte le forze in campo. In particolare ci aspettiamo che la Regione intervenga, non sottovalutando che questa situazione che colpisce principalmente i lavoratori, potrebbe avere pesanti ricadute sui servizi pubblici offerti alla cittadinanza in un settore peraltro cruciale come quello sanitario. È chiaro, dunque, che non rimarremo a guardare mentre i lavoratori rischiano di perdere risorse economiche importanti in barba a quanto ottenuto dopo anni di lotte e trattative. Con il futuro dei lavoratori non si gioca e noi in questo senso daremo battaglia. Ecco perché combatteremo la indifferenza della Regione e l’atteggiamento inaccettabile delle Cooperative confermando lo stato di agitazione ed indicendo uno sciopero generale di tutti i lavoratori il prossimo 8 novembre. In quella occasione, scenderemo in piazza a Roma, sotto la sede della Regione Lazio, per far sentire la nostra voce e fare in modo che vengano salvaguardati i diritti di centinaia di lavoratori e le rispettive famiglie oltre ai servizi offerti alla cittadinanza. Ormai, infatti, siamo fuori tempo massimo e l'unico modo per fermare la nostra mobilitazione sarà quello di rispettare gli accordi recentemente stipulati.

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