#SENZAVERGOGNA Sanità Privata. Inizia un percorso di protesta a tappe in tutta la Regione Lazio

Riparte alla grande la mobilitazione dei lavoratori della sanità privata. Dal 13 marzo scorso, infatti, si è avviato un percorso che ci condurrà in diversi punti della nostra regione per protestare nei confronti di un’attesa ormai diventata enorme e nei confronti di un atteggiamento inconcepibile delle parti datoriali che ha fatto saltare il tavolo di trattativa. Ecco perché i lavoratori, insieme alla UIL FPL, alla FP CGIL e alla CISL FP, hanno deciso di mobilitarsi ancora e sempre con maggiore intensità attraverso una vera e propria road map in continua evoluzione, con nuovi sit in e manifestazioni che si aggiungono alla lista praticamente ogni giorno, fino ad arrivare anche ai presidi sotto le sedi di ARIS ed AIOP, che ci saranno rispettivamente 19 e 22 marzo prossimi. Le nostre azioni saranno evidenti a tutti, perché tutti i cittadini, senza distinguere se le proprietà sono pubbliche o private, devono conoscere le disparità e le condizioni di lavoro di chi a differenza dei lavoratori delle aziende pubbliche, non ha ancora ottenuto il rinnovo del contratto. È una vergogna: da sempre chiediamo che le parti datoriali facciano la loro parte, come da sempre abbiamo interessato la politica regionale a sostenere in Conferenza Stato Regioni tutte le azioni necessarie per portare a termine le trattative. Non basta aver ottenuto piccoli anche se importanti progressi a livello regionale, in termini di regole sui contratti applicati e disciplina delle RSA, se le proprietà continuano a proporre un rinnovo a zero euro. Si deve uscire dalla logica secondo cui il pubblico debba solo sostenere i costi, mentre i profitti restano in capo alle strutture private. Chi contribuisce ad erogare, peraltro con finanziamenti pubblici, servizi universali, deve riversare nella filiera, a partire dal lavoro, una parte del suo guadagno. E sostenere con responsabilità un avanzamento di tutele e riconoscimento professionale per chi lavora per loro. Spesso ancora oggi con contratti pirata, precariato, e condizioni di lavoro massacranti. Se continueranno a mancare sbocchi positivi alla vertenza, arriveremo anche a un nuovo sciopero. Questa è e deve essere una battaglia di tutti: delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche di tutti i cittadini che ogni giorno entrano in queste strutture per tutte le prestazioni sanitarie di cui hanno bisogno. Vista la delicatezza del tema, dunque, non escludiamo nessuna forma di protesta. Siamo convinti della crucialità di questa battaglia e non abbiamo intenzione di fermarci. 12 anni senza contratto non ammettono alcun ripensamento ed alcuna ulteriore spiegazione. La strada è tracciata, da ora ci sarà un crescendo di azioni informative e di protesta!

 

 

 

 

 

 

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