VERBA VOLANT - È ora che il Governo, sul Contratto, si confronti con noi

A parole siamo tutti bravi, si suole dire. Quando si tratta di passare ai fatti, poi, non tutti confermano quanto affermato a livello verbale. Noi negli ultimi mesi eravamo convinti che il Governo, dopo essersi spesso mediaticamente schierato a favore delle assunzioni e dei rinnovi contrattuali nei tempi stabiliti nel pubblico impiego, avrebbe mantenuto le aspettative convocandoci per affrontare concretamente questi temi cruciali. Ad oggi, purtroppo, dobbiamo dire che ciò non è ancora accaduto ed è per questo che la UIL FPL ha scritto alla Ministra Bongiorno, che tante parole ha speso sull’argomento nei mesi appena trascorsi, chiedendo di dire basta alla propaganda e di avviare azioni concrete a partire proprio dai contratti. Proprio rispetto a questo, infatti, ci chiediamo se non sia arrivato il momento di convocarci visto che nel tempo la Ministra stessa ed il Governo hanno parlato di massima attenzione rispetto a questa vicenda, con rassicurazioni mediatiche di un certo peso e la volontà, esclusivamente verbale a questo punto, di “spingere tantissimo” per i rinnovi del prossimo triennio in breve tempo. Oltre a questo, poi, non risulta ben chiaro cosa il Governo intenda nel documento programmatico, tra le misure previste per il pubblico impiego, per ‘risorse finalizzate alle assunzioni e alle code del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici’. Per noi, infatti, le rivendicazioni sono chiare e le abbiamo già indicate al Ministro: vogliamo la stabilizzazione dell’elemento perequativo, il finanziamento del nuovo sistema di classificazione e la valorizzazione professionale e il rinnovo dei contratti pubblici per il prossimo triennio. Queste le priorità sulle quali ci aspettiamo risposte certe e non più parole di semplice propaganda e sulle quali siamo pronti al confronto così come alla mobilitazione. Dopotutto, come abbiamo detto più e più volte, non intendiamo arretrare rispetto a questi punti cardine, così come non lo faremo sui servizi, che senza un’assunzione massiccia di personale rischiano di arrivare al collasso. Vogliamo che i servizi vengano garantiti e che i lavoratori possano svolgere il proprio lavoro con gli strumenti adeguati e nel rispetto dei diritti sacrosanti che spettano loro. Per evitare di passare di nuovo alla mobilitazione, dunque, l’unica strada possibile è quella del confronto costruttivo nel merito dei temi tra noi, come Sindacato a livello federale e confederale, ed il Governo per cercare di addivenire a soluzioni concertate che garantiscano i diritti dei lavoratori ed una fase di crescita a livello qualitativo dei servizi attraverso assunzioni e norme nuove e migliori. Noi siamo pronti a metterci la faccia come sempre, auspichiamo che lo stesso valga anche per il Governo!

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